Digital PR: dai consigli della nonna al piano di attacco

Se c’è una cosa che ognuno di noi ha imparato dopo aver redatto un piano di Digital PR … è che si dovrebbero ascoltare di più le proprie nonne  😉

Ma entriamo nel vivo del nostro topic e dopo aver planato sull’argomento prepariamo un piano d’azione che ci permetta di avere sotto controllo le nostre azioni di web marketing.

Individuato e condiviso sempre in fase preliminare l’obiettivo reale insieme al cliente, come detto nel nostro primo articolo passiamo alle Best Practice

Accorgimenti per un piano d’attacco
Scegliamo il prodotto o il servizio da promuovere ( non un intera linea o l’intera azienda) intorno al quale costruire una strategia;
Centriamo il target e il pubblico di riferimento: già dalla fase di audit dobbiamo essere come dei cecchini e scegliere accuratamente chi sarà il nostro target di riferimento individuando il canale su cui il nostro pubblico agisce e comunica maggiormente;
P.S / Postilla scontata : naturalmente…per parlare sui social, dobbiamo esserci sui social!
Interest targeting: alcune piattaforme social ci danno la possibilità di raggiungere il nostro pubblico in maniera mirata, individuando chi ha espresso determinati interessi sotto varie forme: chi ha messo un “mi piace” a certe pagine, individuando chi segue determinati account oppure chi ha parlato di un certo argomento. Spesso, infatti, l’analisi preliminare viene condotta analizzando le parole usate nei post condivisi e questo targeting viene fatto sulla base di “parole chiave”

Gli strumenti della Digital PR

Un altro fattore fondamentale è la definizione degli strumenti con i quali agire. Quali strumenti digitali utilizzare oltre al telefono alle mail?
Naturalmente tutto ciò va definito anche in base al luogo dove è posizionato e comunica maggiormente il pubblico con cui vuole interagire l’azienda. Individuato questo aspetto avrò definito su quali canali distribuirò i miei contenuti:

Analisi del sentiment,comprendere i comportamenti tipo e i trend topic del momento attraverso il monitoraggio costante delle conversazioni;
Identificare gli influencers della community identificata (blogger, giornalisti,personaggi, instagramers)  e successivamente trovare i punti di contatto con loro, cercando di reperire mail, collegandoci  ai loro account social
Una volta individuati, dobbiamo creare una catalogazione delle community di stakeholders che agiranno da “cassa di risonanza” per la mia futura comunicazione;
Presentarsi ed intervenire nei luoghi della conversazione: introdursi in discussioni, gruppi, attraverso comunicazione private dirette, come ad esempio le email e l’invio di comunicati stampa, ma anche citando direttamente nei propri post gli account social – è sopratutto il caso di twitter – oppure proporre discussioni interessanti ed interventi di valore nei gruppi come capita invece in linkedin.
Pricking: passando alla fase “fisica” di contatto dobbiamo ricordarci che non siamo degli stalker ma una volta inoltrato il nostro messaggio dobbiamo mantenere dei contatti costanti  con il nostro interlocutore e spesso ronzargli intorno come delle api, punzecchiandolo utilizzando anche metodi più diretti di una mail , come magari una telefonata.Curare e gestire le relazioni con i propri interlocutori e interagire costantemente è un fattore fondamentale anche on-line.

Capire la differenza fra essere presenti ed essere fastidiosi ( studiare orari e disponibilità e mantenere sempre la conversazione gradevole, mai petulante)
Social listening: procedere all’analisi delle conversazioni stando sempre sul pezzo, mantenere sotto controllo la nostra community e i nostri influenzer attraverso l’analisi delle conversazioni e misurare gli indici di performance ( che sarà uno dei tempi del nostro prossimo articolo)!
Da tenere d’occhio
Individuare un budget adeguato per fare Digital PR. Certo potremmo trovare sempre qualcuno che si innamori a prima vita del nostro progetto, e decida di promuoverlo senza farci una proposta economica, ma non è sempre così!

Ricordiamoci anche che fra le attività d un buon Digital PR rientrano molto spesso, sopratutto nel caso delle web agency, anche la stesura e veicolazione di comunicati stampa, attività quotidiane di rassegna stampa e social monitoring, attività di recall telefonica e, in alcuni casi, anche un supporto nell’ organizzazione o nella promozione di eventi aziendali.

Dobbiamo essere quindi bravi a far capire al nostro cliente la convenienza, anche in termini pubblicitari, di un piano di Digital PR , eventualmente paragonandolo ad altri mezzi classici. La difficoltà maggiore che incontreremo sarà infatti quella nel far percepire il valore delle Digital PR, molto spesso associate a qualcosa di labile, impercettibile che non produce effetti immediati e visibili.

Grazie a nonna Luigia, che si attardava con le vicine delle sue clienti anche per una semplice chiacchierata, sappiamo bene che non è così,  e che quelle parole si trasformavano spesso in altri litri di latte da consegnare  che si sarebbero poi quantificati in termini economici, come faremmo oggi con uno share o un link!